Elenco dei prodotti per la marca Gabriella Baldassari Pozzesi
Gabriella Baldassari Pozzesi, nata a Fiume (quando era ancora territorio italiano), vive ad Alfonsine (RA). Figlia di un romagnolo, militare a Fiume, e di una fiumana, piccolissima si rifugia a Russi con la madre, presso la nonna paterna, che gestisce il “Circolo dei combattenti”.
La famiglia si ricompone a guerra finita e Gabriella conclude i suoi studi presso l’Università di Bologna, dove nel 1963 consegue la laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne, con specializzazione in Lingua Francese.
Nel 1960, trascorre due mesi a Parigi, ospite di una facoltosa famiglia ebrea fuggita dalla Polonia durante la guerra.
Nel 1965 sposa Poldo, che sarà, per quasi cinquant’anni, parte essenziale della sua vita.
Nello stesso anno entra come insegnante di Lingua Francese nella Scuola Media “A. Oriani” di Alfonsine, dove resterà fino al 1999, anno di pensionamento.
È rimasta vedova nel 2012, ma ha tre splendidi figli e cinque nipoti.
A questo momento, innamoratasi del romagnolo, scrive varie poesiole (zirudele) dedicate agli amici e alla sua città, ed anche ricordi dei suoi alunni, che intitola “Ragazzi miei, umoristi involontari”, ma tutto conservato sottochiave.
Solo nel periodo di forzata “clausura” dovuta alla pandemia da Covid-19, decide di scrivere “Le memorie di un’ottuagenaria”. Pur avendo problemi di deambulazione, conserva la mente lucida!
La famiglia si ricompone a guerra finita e Gabriella conclude i suoi studi presso l’Università di Bologna, dove nel 1963 consegue la laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne, con specializzazione in Lingua Francese.
Nel 1960, trascorre due mesi a Parigi, ospite di una facoltosa famiglia ebrea fuggita dalla Polonia durante la guerra.
Nel 1965 sposa Poldo, che sarà, per quasi cinquant’anni, parte essenziale della sua vita.
Nello stesso anno entra come insegnante di Lingua Francese nella Scuola Media “A. Oriani” di Alfonsine, dove resterà fino al 1999, anno di pensionamento.
È rimasta vedova nel 2012, ma ha tre splendidi figli e cinque nipoti.
A questo momento, innamoratasi del romagnolo, scrive varie poesiole (zirudele) dedicate agli amici e alla sua città, ed anche ricordi dei suoi alunni, che intitola “Ragazzi miei, umoristi involontari”, ma tutto conservato sottochiave.
Solo nel periodo di forzata “clausura” dovuta alla pandemia da Covid-19, decide di scrivere “Le memorie di un’ottuagenaria”. Pur avendo problemi di deambulazione, conserva la mente lucida!