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Con l’usuale perizia di uno stile che contraddistingue la narrativa di Ivo Pattuelli, il libro racconta una vicenda coinvolgente e insieme investiga nell’animo dei protagonisti, svelando psicologie complesse e intriganti.
La materia proposta è del resto ricchissima di temi: la solitudine del protagonista, venuto da fuori nella pur ospitale Romagna, ma ora come rifiutato e respinto; l’amore che consola inatteso; una specie nuova e singolare di metempsicosi; le inquietudini di rapporti omosessuali che pur alimentano il dipanarsi della vicenda; un ritrovamento nel quale par che riviva, pur originalissimo, un nuovo Montecristo, tutto questo e altro – sorretto dal nitore della scrittura – garantisce al romanzo un fascino particolare. Tanto più che le vicende evocate sono organizzate nella struttura di un giallo di particolare perizia, capace di dare energia al racconto, per l’intreccio ricco di colpi di scena, tra delitti e tradimenti, amori che nascono e che muoiono, corruzioni e generosità [rc].