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Dietro ad ogni racconto c’è una musica, nascosta e lontana per lo più a volte vicina e riconoscibile quando ciò che ha in testa il lettore coincide con il ritmo che ha in mente l’autore, ma sempre presente in ogni pagina. E qui si distinguono le pause, i respiri, le riflessioni di chi è abituato ad usare la voce per raccontare una storia ed ha scelto la carta per fissarla nella memoria [dalla nota introduttiva di Andrea Biondi].