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Patrizia Grementieri ci offre un viaggio coinvolgente attraverso le quattro valli forlivesi – del Tramazzo, del Montone, del Rabbi e del Bidente – con uno spirito che va ben oltre la cultura che diremo semplicemente del geografo: muove la sua scrittura un amore intenso per la terra della sua vita e perciò, mentre percorre fiumi e vallate, ed indugia su campanili e villaggi e ogni altro andirivieni del suo percorso, non cessa di suggerirci – pur consapevole che una simile idea alimenta il folclorismo della nostra terra – che ogni lembo di paesaggio spiega inequivocabilmente il carattere del Romagnolo, uomo o donna che sia, i sogni, i progetti, i saperi, le speranze e le attese dei singoli: come del resto avviene ovunque e come sempre, ma forse, da noi, con una intensità senza paragoni. Non per caso, Pasolini scriveva che i romagnoli sono come tutti gli italiani ma italiani all’eccesso.
Per queste dimensioni, le quattro valli vivono di vita vera, badando a mostrarsi nel fascino dei loro orizzonti. Passano così rocche e castelli, necropoli e chiese, oratori e acque termali, ville romane e case delle fate, e anche campioni dello sport e preti partigiani, celebri pittori ed eroine della Resistenza, scienziati e poeti: insomma, il paesaggio, l’arte figurativa e la poesia, la storia infine e l’urbanistica di incantevoli luoghi dell’uomo.
Patrizia Grementieri, fotografando le quattro vallate nella loro esattezza e nel calore del sentimento, ci affida un libro che ci sarà caro per sempre [rc].