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Dice Luciano Zavalloni, presidente del Motoclub Tordi da oltre 30 anni, custode di molti ricordi: «Paolo era un grande corridore, un campione mondiale. Se avesse avuto la moto giusta e il team necessario lo sarebbe diventato di certo. Per me resta un grande corridore ed un grande amico che avrà per sempre 28 anni». Questo libro lo ricorda a quarant’anni dalla morte, nella sua passione senza compromessi, nella sua vita breve e intensa. Quello che è accaduto a metà strada tra la data della sua scomparsa ed oggi è un fatto. Si può accogliere o rifiutare, guardare con curiosità o lasciarsi coinvolgere. Quel che appare certo è che – per ragioni che si possono banalizzare o accettare senza troppi interrogativi – nei messaggi raccolti nel libro, lo spirito di quel Paolo Tordi che si rivela appare esattamente compatibile con il giovane generoso che amava correre in moto [dalla introduzione di Elide Giordani]. Il libro racchiude una raccolta di comunicazioni di Paolo Tordi, dalla sua vita non più terrena, alla sorella Anna Maria, curatrice del libro.