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Più che un romanzo, dato l’ampio fondamento documentario che lo sostiene, si tratta di una storia romanzata; e tuttavia mantiene le caratteristiche di opera di immaginazione, nei dialoghi, negli eventi evocati, nell’ambiente di Linaro tra Ottocento e Novecento.
Edoardo Turci, che di Linaro di Mercato Saraceno ha già ampiamente documentato la storia millenaria, ricostruisce la vicenda di Giuseppina Amadei, Fafina, che, con la madre, gestiva l’osteria di Linaro, protagonista di una storia d’amore con il medico condotto del luogo. Da quella relazione nacque Bruno (Maceo), che le fu sottratto bambino dal padre e che mai più fece ritorno a Linaro. Fafina lo cercò invano per tutta la vita, con energia indomita e con ogni risorsa disponibile.
Il recente ritrovamento di un fascio di settanta lettere d’inizio Novecento mostra quale forza ebbe la lacerante conclusione della storia tra i due protagonisti.
Edoardo Turci, in uno stile agile e di trasparente immediatezza, racconta con garbo questa antica e drammatica vicenda d’amore e di disperazione, evoca le stagioni della vita e degli affetti, coinvolge la comunità di Linaro, che partecipò al dramma di una madre che anelò a ritrovare il figlio, oltre il tempo, oltre la vita…