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Negli anni ’50, ’60 e ’70 del secolo scorso, lo storico Giovanni Manzoni diede vita – sulla base di lunghe e accurate ricerche e avvalendosi del suo archivio familiare e di altri archivi, privati e pubblici – allo studio più approfondito del fenomeno brigantaggio in Romagna che finora possediamo. Divise il suo lavoro in sei volumi, oggi introvabili, che furono accolti dal grande favore del pubblico e che furono adottati come testi didattici in alcune università italiane e straniere.
A distanza di quasi quarant’anni, a seguito delle continue richieste di ristampa, Gian Ruggero, a sua volta scrittore e cultore di ciò che è tradizione e passato, ha pensato di compendiare l’approfondita analisi del padre in un unico volume.
Snello e piacevole alla lettura, il libro, oltre a riportare i nuclei fondamentali dell’opera di Giovanni Manzoni, aggiunge ulteriori notizie e documenti, ritrovati da Gian Ruggero e da altri storici in questi ultimi decenni. Ne nasce il quadro esaustivo e aggiornato degli eventi che caratterizzarono la piaga sociale del brigantaggio romagnolo, che perdurò fino alla fine del XIX secolo, coinvolgendo anche le Marche, l’allora Granducato di Toscana, l’area del bolognese e il Veneto.
Se ormai remoto è il tempo di quei fatti violenti e sanguinosi, ci pare importante continuare a darne utile memoria, soprattutto per le generazioni più giovani, alle quali mostrare da quale tragica efferatezza ci siamo riscattati.