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«I poeti consapevoli – quelli che non si rifugiano nell’assoluto cui la poesia così spesso richiama – affidano al verso, senza infingimenti, l’esperienza multanime della loro vita, le passioni, le contraddizioni e l’amore perduto. Così è per Marco Viroli, che in questo libro di liriche, ricco come pochi di vita e di passioni, squaderna – se mai l’amicizia non mi faccia velo – una vasta galleria d’arte, complessa nelle sue figure e sorretta da una rara profondità di pensiero, impegnata a dire che cosa sia il vivere nei molti aggrovigliati gomitoli del suo svolgersi. È così energica questa necessità del poeta di rappresentare le volute del pensiero da rifiutare le malizie usuali della poesia, i ghirigori delle metafore, il gioco stilistico. Ricchissima, tuttavia, di immagini, come il lettore vedrà, la poesia di Marco è tesa all’obiettivo della verità, naturalmente la sua verità, còlta nel suo sviluppo. Il libro si sviluppa in sei parti e forse il suo cuore è nelle due parti centrali, che costituiscono un appassionante canzoniere d’amore… dell’amore che non vuole morire e che si eterna nel ricordo: uno strazio che è sofferenza e, insieme, affinamento, nel dolore, della nostra capacità di scoprire in che cosa consistano veramente il mondo e la vita, il nostro anelare alla dimensione senza confini del "per sempre", ora perduto. Intorno, i temi del tempo e dell’eterno, del nulla e dell’assoluto, in un fiorire della parola nella sua rara e preziosa capacità di rappresentare» (Roberto Casalini)